L'Artilafo E' uno dei più noti ristoranti di Pisa situato al centro della città in un antico palazzo. Il ristorante è composto da varie piccole sale all’interno e da un giardino sul retro dove si può mangiare d’estate . Ogni sala è tinteggiata in un colore diverso ed è arredata sobriamente con gusto. Il servizio è cortese anche se un pò lento visto che curato fondamentalmente dal gestore con pochi aiuti. La cucina è il punto di forza del locale ed è articolata in tre parti, si può gustare una cucina tradizionale che annovera tra le sue portate migliori la pasta con seppie e bietole e il rombo con carciofi, una cucina inventiva proposta da Antonella la cuoca,e una cucina del giorno che propone sempre qualcosa di nuovo. I dolci sono eccellenti, ma non vi è una carta dei vini, per la scelta di questi bisogna affidarsi ai consigli del gestore. Il prezzo del ristorante Artilafo è proporzionato al menù, si può cenare partendo dai 30€ a persona se non si scelgono piatti elaborati o vini costosi.
Dio perdoni l’Artilafo…
Veramente l’altra sera, dopo il cinema eravamo diretti verso l’amato Al Madina, in via San Martino, ma per nostra sfortuna, siamo passati davanti al rinomato Artilafo.
Leggendo il menù dell’Osteria dell’Artilafo, non poi così caro, siamo stati attratti dai fiori di zucca fritti con le acciughe. E siamo entrati.
La sala dell’osteria è accogliente e ben decorata, con il suo scaffale pieno di bottiglie, i suoi quadri preziosamente incorniciati e i colori caldi.
Vediamo il seguito.
I fiori di zucca non c’erano più. La nostra fame essendo piuttosto ridotta, ci siamo orientati verso il baccalà fritto con le verdure fritte e la faraona agli agrumi; come contorni, patate al forno e peperoni friggitelli.
Il baccalà e le verdure erano avvolti in una pastella che sembrava cemento armato (ô i tempura giapponesi…), e non solo! Molto probabilmente fritti in un olio dubbio e riscaldati.
La faraona? Buona idea, gli agrumi, ma che pessima qualità! Farinosa, grassa, molliccia: nemmeno la peggiore tavola calda, con il pollo a quattro euro!
Le patate erano in perfetta armonia con la faraona: vecchie, unte, scaldate et riscaldate!
L’acqua minerale è arrivata tiepida. L’unico punto positivo: il vino, un quarto della casa discreto, e i friggittelli che erano miracolosamente scampati alle successive ondate di riscaldamenti.
Il risultato? Una notte agitata da una pessima digestione. Un luogo tossico dunque che ci ha definitivamente tolto la voglia di provare il ristorante e ci incita oggi a raccontarvi l’accaduto.
Da segnalare: il ristorante è consigliato in un fascicoletto pubblicato dalla Regione Toscana, insieme ad altri ristoranti, tutti cari e “sciccosi” e globalmente molto cattivi. Strano, no?
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